Le piattaforme social sono diventate luoghi in cui cercare informazioni, oltre che spazi in cui scorrere i feed. Gli utenti possono digitare query su TikTok, Instagram, LinkedIn, YouTube, Pinterest e Reddit per trovare video, post, consigli e discussioni, spesso mentre stanno ancora valutando cosa acquistare o dove andare.

Questi servizi classificano i contenuti in modo diverso dai motori di ricerca tradizionali. Google tende a dare risalto a fattori come i link, l’autorevolezza del sito e la pertinenza rispetto a una query. La ricerca sui social può attribuire più peso alle parole chiave nelle didascalie e nel testo visualizzato sullo schermo, al tempo di visualizzazione, ai salvataggi, alle condivisioni, ai commenti e alle attività precedenti dell’utente. Di conseguenza, un account più recente può ottenere visibilità se i suoi contenuti ottengono buoni risultati.

I dettagli variano a seconda della piattaforma. TikTok tiene conto delle didascalie, del testo mostrato nei video, delle trascrizioni dell’audio e dei commenti, mentre la ricerca di Instagram può restituire account, post e Reel in risposta a normali parole chiave. La ricerca di LinkedIn si basa sulle informazioni dei profili e delle pagine aziendali, inclusi ruoli professionali, competenze e descrizioni. Su YouTube, titoli, descrizioni, capitoli e trascrizioni contribuiscono a determinare la pertinenza, mentre conta anche il tempo di visualizzazione. Pinterest è orientato alla scoperta visiva e alla pianificazione, mentre le discussioni su Reddit vengono spesso cercate per trovare opinioni e recensioni.

Per i brand, questo significa che un’unica lista di controllo per l’ottimizzazione potrebbe non essere adatta a tutte le reti. L’articolo consiglia di concentrarsi sulle due o tre piattaforme che il pubblico usa davvero e di rendere i profili facili da identificare, compilando tutti i campi e usando un linguaggio naturale e descrittivo. I post dovrebbero contenere i termini che le persone cercano, anche nelle didascalie e, nel caso dei video, nel testo sullo schermo e nell’audio parlato.

Tra le altre pratiche consigliate figurano l’aggiunta di testi alternativi descrittivi, l’uso di tag di località quando pertinenti e la scelta di un numero limitato di hashtag mirati. Salvataggi, condivisioni, commenti e tempo di visualizzazione possono indicare che un contenuto ha risposto alla domanda di chi cercava. L’articolo consiglia inoltre di rivedere regolarmente la scelta delle parole chiave man mano che cambiano le funzionalità delle piattaforme.

Il social listening può aiutare i brand a individuare il linguaggio usato dalle persone, le domande a cui cercano di rispondere e le community in cui si svolgono conversazioni pertinenti. Può anche rivelare il sentiment, potenziali sostenitori e nuovi concorrenti. Queste informazioni possono orientare sia la pianificazione dei contenuti sia le decisioni su quali piattaforme meritino attenzione.

I post sui social possono comparire anche nei risultati di ricerca tradizionali, estendendo la loro portata oltre la funzione di ricerca interna di una piattaforma. L’articolo sostiene che la ricerca sui social e la SEO tradizionale rispondono a fasi diverse del percorso di scoperta: la ricerca tradizionale raggiunge spesso persone con un’esigenza specifica, mentre quella sui social può far conoscere i brand prima, mentre gli utenti esplorano le varie opzioni.

Fonti: Hootsuite Blog.