Vox ha lanciato la sua prima app mobile, riunendo in un unico posto i contenuti testuali, audio e video della testata. L’app si può scaricare e consultare gratuitamente; gli utenti possono scegliere tra una scheda iniziale con contenuti in evidenza e un feed cronologico delle notizie più recenti.

Il lancio rientra nell’impegno di Vox per ampliare il numero degli abbonamenti a pagamento. I video verticali e i podcast sono disponibili gratuitamente, mentre gli abbonati possono leggere gli articoli e ascoltare i podcast senza pubblicità. L’abbonamento costa 5 dollari al mese o 60 dollari all’anno e include l’accesso illimitato ai contenuti del sito web di Vox e ai podcast senza pubblicità.

Vox non ha reso noto il numero attuale dei suoi abbonati. A maggio, la società ha dichiarato di avere decine di migliaia di abbonati paganti; il suo programma di abbonamento è iniziato a maggio 2024. Bill Carey, managing editor per il pubblico e gli abbonamenti, ha descritto la crescita degli abbonamenti come una priorità fondamentale e ha affermato che l’app potrebbe contribuire a rafforzare il rapporto con i lettori.

L’editrice e caporedattrice Swati Sharma ha dichiarato che l’app riflette anche un impegno più ampio per avvicinare tra loro i diversi formati di Vox. Le redazioni che si occupano di testi, video e audio collaborano sempre più spesso tra i vari formati: i reporter partecipano ai podcast e ai video, mentre i conduttori realizzano newsletter.

Il lancio arriva mentre gli editori cercano di costruire rapporti diretti con il pubblico, in un contesto di calo del traffico web e di cambiamento delle abitudini di informazione. Vox ha rifiutato di fornire i dati sul traffico del proprio sito, ma i dati di Comscore citati nel resoconto mostrano che i visitatori unici sono diminuiti del 36% su base annua, passando da 7,4 milioni nel settembre 2025 a 4,8 milioni nel settembre 2026. Carey ha affermato che Vox registrava una crescita anche su altre piattaforme, tra cui un aumento annuo dell’86% delle visualizzazioni dei video sui social e un incremento del 14% del pubblico delle newsletter.

Fonti: Nieman Lab.